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I nostri corsi

JuJitsu

Fighting system

M.G.A.

 

JUJITSU

Il Jujitsu (arte della cedevolezza) è la capacità di dominare le circostanze senza opporvisi, arrivando a sconfiggere l’avversario usando la sua stessa forza. La più antica arte marziale giapponese di difesa personale a mani nude che veniva praticato in battaglia dai Samurai durante icombattimenti corpo a corpo. Un'arte completa, ma essenziale al contempo dove il combattimento torna lotta per la sopravvivenza.

E' uno sport completo dal punto di vista fisico, infatti, troviamo sia colpi (detti atemi) portati con mani, piedi, gomiti e ginocchia, prerogative della difesa a distanza, sia le proiezioni, leve articolari, ostruzione delle vie respiratorie e sanguigne, immobilizzazione, stimolazione di punti sensibili e nervosi. Infine non è subordinato alla forza sviluppata dai muscoli, perché lo sforzo impiegato in attacco, da parte dell'avversario grazie a leggi fisiche naturali si trasforma in mezzo di difesa.

Sviluppa la coordinazione motoria, la disciplina, il rispetto verso il tuo collega di materassina e la socializzazione, per questo è particolarmente adatto alla formazione dei bambini.

Se vuoi saperne di più sul Metodo Bianchi usato in accademia, scarica e leggi: Jujitsu metodo Bianchi

JUJITSU FIGHTING SYSTEM

Il Fighting System è un tipo di competizione agonistica del JuJitsu, un combattimento che si svolge sul Tatami tra due atleti che indossano solamente il judogi, protezioni paratibia e, per facilitare tutte le fasi del combattimento, protezioni alle mani sottili ed aperte, in modo da effettuare al meglio le prese sia nella lotta in piedi che in quella a terra.
All'inizio del combattimento, gli atleti si affrontano con atemi (colpi a distanza di calcio o pugno) in quella che viene definita Prima Fase, sino a quando uno dei due atleti effettua una presa sul judogi dell'avversario passando alla Seconda Fase.
Una volta che un atleta sceglie e riesce ad afferrare il suo avversario è vietato sferrare alcun colpo, fin tanto che persiste una qualsiasi presa. Nella Seconda Fase l'obiettivo di ciascun atleta diventa effettuare una proiezione dell'avversario utilizzando tecniche opportune ( Nage-Waza). Una volta che uno dei due contendenti ha effettuato una proiezione dell'avversario o entrambi finiscono a terra, il combattimento continua nella Terza Fase in cui l'obiettivo è immobilizzare l'avversario al suolo ( osae-komi) o costringerlo alla resa tramite leve ( kansezu-waza) o strangolamento ( shime-waza). Ogni azione è valutata da ben tre arbitri, che giudicano ed assegnano 2 punti ( Ippon) o un punto ( Wazari) a seconda dell'esecuzione, del risultato e della reazione dell'avversario. I punti assegnati durante il combattimento vengono sommati al termine dell'incontro per designare il vincitore.
Il combattimento dura 3 minuti e viene interrotto solo se necessario: ciò permette a questo sport di mantenere un ritmo altissimo durante i combattimenti, conferendogli grande spettacolarità e obbligando gli atleti ad avere un'approfondita preparazione non solo tecnica, ma anche atletica.
La vittoria viene assegnata all'atleta che ha conseguito il miglior punteggio allo scadere del tempo oppure per superiorità tecnica di uno dei due atleti, ovvero colui che riesca ad ottenere almeno un Ippon sia in Prima che in Seconda che in Terza Fase, infliggendo all'avversario una tecnica perfetta sia nel combattimento a distanza, sia in quello corpo a corpo e sia in quello a terra. In questa circostanza l'atleta avrà dimostrato di essere superiore tecnicamente al proprio avversario in ogni situazione, obbiettivo massimo del JuJitsu: pertanto avrà vinto prima del termine. Questa regola anima particolarmente le sfide, conferendo a questo sport ancora maggior studio della tattica di gara. Nel combattimento a distanza gli atleti sono vincolati a rispettare un controllo dei colpi (semi contact). Questa regola permette agli atleti di esprimere al meglio le loro capacità tecniche nella lotta, senza contaminarla con colpi che andrebbero a limitare l'aspetto tecnico di questa fase. Nelle altre fasi è vietato l'uso dei colpi e gli atleti devono utilizzare tutta la loro arte di lottatori per sottomettere l'avversario.

M.G.A.

Il Metodo Globale di Autodifesa (MGA) della FIJLKAM-CONI è formato in sintesi da alcune tecniche fondamentali di combattimento affini a tutte le discipline Federali: Aikido, Judo, Ju-Jitsu, Karate e Lotta.
MGA per soddisfare l'ampia domanda di corsi di Autodifesa, pur rispettando le regole conformi allo spirito di una disciplina sportiva, si differenzia da essa in quanto non segue l'insegnamento tradizionale proprio delle arti marziali sportive ma prevede un addestramento finalizzato al raggiungimento, in tempi brevi, di una buona preparazione rivolta esclusivamente alla tutela della incolumità di chi lo pratica. Inoltre, per far si che il metodo proposto possa essere destinato ad una vasta gamma di utenza, dai nuovi praticanti agli esperti, sono state selezionate alcune tecniche volutamente semplici che, se applicate correttamente, possono salvaguardare coloro che le applicano da spiacevoli conseguenze per la loro integrità fisica.

Nei corsi che dedichiamo alle convenzioni con le Forze dell'ordine il programma è inoltre costruito sull'insegnamento di tecniche che possono essere utilizzate in più situazioni: dalla più semplice (1° LIVELLO) aggressione a mani nude alla più grave (2° LIVELLO) minaccia con l'uso di pistola, passando attraverso le aggressioni con uso di coltello, del bastone o comunque di armi occasionali che statisticamente sono quelle maggiormente utilizzate da parte di aggressori che non hanno premeditato la loro azione offensiva.

MGA-FIJLKAM, inoltre, mantiene intatto l'aspetto "educativo" insito in tutte le discipline marziali federali mettendo in evidenza la necessità di curare valori ben precisi quali: l'esigenza di ridurre la violenza al minimo; la capacità di autocontrollo dei praticanti in qualsiasi momento, necessaria per ridurre al minimo i danni pur avvalendosi di un metodo di Autodifesa.

Prevenire le aggressioni

Episodi di aggressione possono verificarsi a danno di ogni cittadino (anche se esistono categorie maggiormente a rischio) ed in situazioni diverse (di luogo e di ora).L'aggressione è un atto di violenza, che può essere fine a se stesso oppure strumentale al raggiungimento di uno scopo preciso, come nel caso dello scippo o della rapina.Gli studi di analisi del fenomeno ne hanno messo in luce la parziale prevedibilità ed alcune circostanze facilitanti che, se note, possono essere evitate.

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